lunedì 22 ottobre 2012

domenica 21 ottobre 2012

MEET








" Chiunque attraversi il nostro cammino, ha un messaggio per noi 

(penso... che lo scambio... sia reciproco),

altrimenti avrebbe scelto ... un altra strada o se ne 

sarebbe .... già .... andato".

martedì 16 ottobre 2012

COGITO E(R)GO SUM - appunti dal terzo incontro del percorso di avvicinamento alla meditazione


“SIATE COME L’OCEANO NEI CONFRONTI DELLE ONDE O COME IL CIELO CHE VEDE,
GIU’ IN BASSO, LE NUVOLE CHE LO ATTRAVERSANO”



“Quando praticate, non tentate di fermare il pensiero. Lasciate chi si fermi da solo. Se qualcosa entra nel campo della vostra mente, lasciatelo entrare, e poi lasciatelo uscire.  Non rimarrà a lungo.
Se tentate di fermare il pensiero, significa che ne siete disturbati. Apparentemente sembra che qualcosa provenga dal di fuori della vostra mente, ma in effetti si tratta solo delle vostre onde mentali, e se non vi fate disturbare dalle onde, gradualmente si faranno sempre più calme…
Vengono molte sensazioni, sorgono molti pensieri o immagini, ma non sono altro che immagini della vostra mente. Nulla proviene al di fuori di essa…
Se lasciate la mente così com’è, diventerà calma da sola.
Tale mente si chiama Grande Mente.”
(Shunryu Suzuki – Mente Zen – Ubaldini)

Se c’è un pensiero  esiste un pensatore, qualcuno che lo ha prodotto.
Pensiero e pensatore si condizionano a vicenda, l’uno influenza l’altro e viceversa.

sabato 13 ottobre 2012

venerdì 12 ottobre 2012

IL RESPIRO INSEGNA L'IMPERMANENZA - appunti dal secondo incontro del percorso di avvicinamento alla meditazione


Il ritmo sta alla base di ogni forma vivente e respirare è di per se un fatto ritmico, ma non solo. 
Respirare è un atto involontario che si pone alla base della relazione tra ciò che sta fuori e ciò che sta dentro di noi. La respirazione è un processo di scambio. Attraverso la respirazione siamo in grado di portare dentro di noi energia che alimenta, nutre, trasforma, durante l'espirazione portiamo invece fuori di noi ciò che non ci serve più.
Durante la fase di inspirazione i globuli rossi vengono ossigenati dall'aria immessa, mentre nell'espirazione spingiamo al di fuori di noi l'anidride carbonica.
I due poli compresi nell'atto respiratorio, il polo legato all'inspirazione e il polo legato all'espirazione si producono l'un l'altro e, nel momento in cui ne  sospendiamo uno anche l'altro viene automaticamente annullato.
Il perpetuo alternarsi di queste due fasi ci mostra che anche una realtà che può apparire così scontata, scontata non è. Il ritmo del respiro, che può sembrare sempre uguale, in realtà è estremamente sensibile a variazioni causate da eventi improvvisi, ma anche banali, quali il variare di una postura, il cambiamento di un'oggetto di attenzione, un'emozione subitanea. E' sufficiente che incontriamo un'amico che non vediamo da anni o che ci ricordiamo improvvisamente di una scadenza inevasa ed ecco che il nostro respiro può farsi d'un tratto più veloce, viceversa lo sentiamo rallentare quando sediamo tranquilli sulla panchina di un parco a leggere un libro che ci appassiona.
E' vero, l'inspirazione seguirà sempre l'espirazione e viceversa, ma proprio le due azioni l'una di seguito all'altra ci mostrano che le cose non rimangono così come sono. 
La respirazione ci insegna l'impermanenza.
Ogni secondo durante il quale immettiamo o emettiamo aria fa della nostra persona una persona diversa da quella dell'attimo precedente. 
Attimo dopo attimo tutto cambia e nulla rimane lo stesso. 

martedì 9 ottobre 2012

Fare spazio


 Un ottimo modo per vivere meglio nel proprio ambiente di casa o di lavoro e per mettere in pratica in modo positivo l'atto di trasformazione in cui  siamo immersi, è quello di modificare lo spazio eliminando il superfluo e lasciando andare tutto ciò che affossa lo spirito.

Capita a volte di provare una sensazione spiacevole semplicemente osservando un oggetto?

Questo può essere un buon parametro di valutazione per capire se è arrivato il momento di liberarsene.
Non valgono pensieri del tipo "mi servirà forse in futuro", oppure "è ancora in ottimo stato", oppure "è di valore", quello che conta è stare bene nel proprio ambiente.

Una soluzione può essere quella di liberarsi degli oggetti che tolgono energia e portano affaticamento mentale (e di conseguenza fisico), di eliminare l'eccesso che rappresenta una zavorra emotiva (gettandolo, regalandolo, o vendendolo), di trasformare l'uso degli oggetti pensando, nel momento in cui li si lascia, che affidandoli ad altri questi nasceranno a nuova vita.
Restituire all'oggetto il suo valore effettivo, vedendolo secondo il suo reale utilizzo e non per quello che rappresenta emozionalmente, può aiutare a disfarsene più facilmente.  

Lasciare andare, con affetto.
Spesso la sensazione di liberazione che si prova è veramente intensa,
anche perchè di solito ci si libera della paura ad abbandonarsi ed affrontare i cambiamenti.
Come si sta bene dopo, è una vera boccata di ossigeno fresco.  
Facendo spazio fuori di noi si aprirà spazio anche dentro di noi rendendoci pronti ad accogliere il nuovo.

"[...]se da una parte è vero che noi siamo ciò che assimiliamo, è altrettanto vero che è in virtù di quanto abbiamo saputo abbandonare che siamo diventati come siamo.[...]"

domenica 7 ottobre 2012

DI STELLA IN STELLA, LA VITA




"...povero me, povero me, povero me,
mi guardo intorno e sono tutti migliori di me,
povero me, povero me, povero me,
guarda che pioggia di acqua e di foglie,
che povero autunno che è...

(Francesco De Gregori - Povero me)".


Si può ugualmente vedere il cielo, con lo sguardo a terra, in un giorno di pioggia. Lo si può catturare per un istante mentre nella sua luce si mostra riflesso in una pozzanghera che si cerca all'improvviso di evitare. Piove a dirotto sulla nostra persona, ma quella immagine non se ne cura e riflette quell'unico umile sprazzo di azzurro, con le sue nuvole che, più o meno velocemente, se ne vanno altrove, a coprire altri cieli.
Si era soliti osservare il cielo nelle sere d'estate. Tutti insieme, con le schiene incollate alla spiaggia di sassi. Si contavano le stelle cadenti e allo scadere del tempo che ci abbassava di sonno le palpebre, qualcuno doveva pagare. Per ogni stella caduta, un pensiero, Io sono...
Io sono gentile ... io sono bella ... io sono sincero .... io sono simpatico ... io sono generosa ... io sono coraggioso .... io sono fedele ... io sono preciso ... io sono paziente ... io sono ...
...Io sono la terza, da sinistra...
Le stelle nel cielo affermavano la nostra esistenza e l'unicità di ciascuno di noi nel grande disegno dell'universo infinito. Quel mondo non avrebbe potuto esistere senza una sola di quelle stelle. Nell'attimo in cui una stella cadeva tutto il disegno cambiava la forma nella ricerca di un nuovo equilibrio.
Allora daccapo! In sospeso, per un attimo, ad aspettare una nuova stella cadente.
Dunque, io sono ... e via così, all'infinito.

sabato 6 ottobre 2012

VUOTO APPARENTE

"...Dovete guardare la vostra vita con occhi veramente verginei, con gli occhi senza pregiudizi di un bambino. Allora diventerete consapevoli che le cose cambiano, che le vostre giornate prendono un andamento diverso da prima. Sarete integrati in un processo che con grande intelligenza farà da solo quanto è giusto per voi. Non siete inoltre affatto derubati della vostra libera volontà, ma il vostro agire diventerà più saggio, perchè potete opporre le decisioni giuste alle sfide quotidiane così come alle situazioni straordinarie.
...si tratta di scoprire i vostri legami di qualsiasi sfumatura, di osservarli, di concedere ad essi la vostra attenzione, finchè avrete compreso profondamente l'intera portata della vostra prigionia interiore. Già questa attenzione crea dei cambiamenti. La condizione, come per tutto il procedimento, è che voi facciate la vostra osservazione esclusivamente nel presente. Non è importante come eravate ieri o con quali legami avevate forse a che fare in precedenza. Importante è com'è oggi la vostra situazione. Questa è da considerare. E la percezione del presente è già il passo verso il cambiamento al quale voi, da soli, con la vostra forza, non dovrete più contribuire. La vostra reale volontà, la vostra disponibilità, il vostro desiderio appassionato di diventare liberi è perfettamente sufficiente. (tratto da: Theo Fischer - "Wu Wei" - Ellen Selae)".

venerdì 5 ottobre 2012

Trasformazioni



Quello che il bruco chiama fine del mondo, il resto del mondo chiama farfalla. 
[Lao Tse]

mercoledì 3 ottobre 2012

PORTARE LA MENTE A CASA - appunti dal primo incontro del percorso di avvicinamento alla meditazione


"Patrul Rinpoche racconta la storia di una vecchia rana che aveva passato tutta la vita in un fetido pozzo. Un giorno andò a trovarla una rana che viveva nel mare.
- Da dove vieni?, chiese la rana nel pozzo.
- Dal grande oceano.
- Com'è grande questo oceano?
- Immenso.
- Più o meno come un quarto del mio pozzo?
- Più grande.
- Come la metà?
- Ancora più grande.
- Grande...come tutto il pozzo?
- Non c'è confronto.
- E' impossibile! Devo vederlo con i miei occhi.
Si misero in viaggio insieme.
Quando la rana del pozzo vide l'oceano, ne ebbe un colpo tale che la testa le volò in mille pezzi". (Tratto da: Sogyal Rinpoche - Il libro tibetano del vivere e del morire- Ubaldini ed.Roma).