martedì 18 ottobre 2011


Approfittando del bel tempo e della coperta distesa sul prato (il sole caldo ci ha permesso un tardivo e inaspettato picnic), ho preso il piede di un'amica che stava soffrendo di un forte mal di testa, dolore che quando le si verifica le dura qualche giorno e passa solo con pesanti cure farmaceutiche.
Ho massaggiato a lungo con molta rilassatezza da parte di entrambe e provato la grande soddisfazione non solo di averle scacciato il dolore, ma anche di ricevere una lezione da un maestro speciale: mentre con il dito indice premevo sul dorso del piede a passo di verme, un bruco, facendo capolino dall'erba, mi ha permesso di imitarlo e di verificare la mia tecnica rendendola identica al suo ritmico movimento.
Posso affermare che è stato un perfetto lavoro di squadra con ottimi risultati finali!

sabato 15 ottobre 2011

ROMA, 15 OTTOBRE 2011

"Non ho nulla di nuovo da insegnare al mondo. 
La verità e la non-violenza
sono antiche come le montagne...

...La non-violenza è la forza più grande di cui disponga l'umanità. E' più potente della più potente arma di distruzione escogitata dall'ingegnosità dell'uomo.
La distruzione non è la legge degli uomini.
L'uomo vive liberamente in quanto è pronto a morire, se necessario, per mano di suo fratello, mai a ucciderlo.
Qualsiasi assassinio o altra lesione, commessa o inflitta ad un altro, non importa per quale ragione, è un crimine contro l'umanità"

(M.K.Gandhi, Antiche come le montagne, A.Mondadori)

venerdì 14 ottobre 2011

COME RADICI



I muscoli del piede si distinguono in muscoli della regione dorsale e muscoli plantari.

La regione dorsale contiene un solo muscolo, il pedidio o estensore breve delle dita. E' un muscolo piatto che origina dalla faccia latero-superiore del calcagno e estendendosi in avanti e medialmente si suddivide poi in quattro capi muscolari ciascuno dei quali termina con un tendine proprio. La contrazione del pedidio permette l'estensione delle prime quattro dita del piede.

I muscoli plantari si suddividono in plantari mediali, plantari laterali e plantari intermedi.

I muscoli plantari mediali sono il muscolo abduttore dell'alluce, il flessore breve dell'alluce e l'adduttore dell'alluce, il più profondo dei muscoli plantari mediali.

I muscoli plantari laterali sono il muscolo abduttore del 5° dito, il flessore breve del 5° dito e l' opponente del 5° dito.

Del gruppo dei plantari intermedi fanno parte il muscolo flessore breve delle dita, il più superficiale della regione la cui azione è flettere la seconda falange delle ultime quattro dita; il muscolo quadrato della pianta, la cui azione coopera con il flessore lungo delle dita; i muscoli lombricali, che flettono la prima falange ed estendono la seconda e la terza delle ultime quattro dita del piede.

Tra gli spazi intermetarsali si trovano invece i muscoli interossei del piede, tre plantari che occupano il secondo, terzo e quarto spazio e quattro dorsali che occupano la parte dorsale dei quattro spazi intermetatarsali.

Nel piede sono inoltre presenti 107 legamenti la cui funzione è quella di mantenere integre le giunzioni, ammortizzando i colpi, dando stabilità e compattezza al piede in modo da favorire i corretti movimenti articolari.

mercoledì 12 ottobre 2011

ON ZON SU PER L'ETIOPIA

Un nuovo appuntamento per un pomeriggio di pratica di On Zon Su a favore dell'Etiopia. L'intera somma ricavata dalle offerte volontarie di chi riceverà il massaggio sarà devoluta all'Associazione Vo.l'A. onlus per finanziare il progetto di costruzione di pozzi per l'acqua nella regione del Tigray.



L’Associazione VO.L’A onlus, fondata da don Sergio Messina,  promuove e sostiene l’amore per la vita favorendo:
* la ricerca interiore;
* il sostegno e la solidarietà verso le popolazioni più misere del mondo, impegnandosi soprattutto nella costruzione di pozzi per l’acqua.



SAREMO PRESENTI A CAVOUR IL 22 OTTOBRE DALLE ORE 14.30

GRAZIE DI CUORE A QUANTI VORRANNO SOSTENERE L'INIZIATIVA

GRAZIE AGLI AMICI DI CAVOUR CHE CI OSPITERANNO


Per informazioni e per prenotare la propria partecipazione:
Anna 011326258/3489913163

martedì 11 ottobre 2011

OPINIONI INTORNO AI PIEDI

Riuscire ad osservare i piedi è abbastanza difficile. Nascosti sotto calzature, normalmente è possibile analizzare solo la dimensione del piede e il modo di stare in piedi di una persona. L'assetto di tutto l'apparato motorio determina il modo in cui appoggiamo i piedi a terra e permette di capire come una persona affronta la vita.
Molte terminazioni nervose finiscono nella pianta del piede. Il massaggio del piede influisce, perciò, in modo benefico sullo stato di salute globale della persona. Il modo più semplice e naturale per un massaggio riflessoterapico è una corsa a piedi nudi sull'erba bagnata di rugiada!


Piedi grandi - La grandezza dei piedi va valutata in rapporto all'altezza della persona. In questo caso ci riferiamo a piedi molto grandi rispetto al corpo. Una persona con piedi grandi è dotata di senso della realtà, ha un'inclinazione marcata per le cose materiali e vive con poca leggerezza. I piedi grandi sono di solito legati a un passo pesante e sordo.
Piedi piccoli - Una persona con i piedi piccoli rispetto al corpo è dotata di scarso senso della realtà. Si occupa con difficoltà di cose materiali e vive con molta leggerezza. I piedi piccoli sono quasi sempre legati ad un passo leggero, appena percettibile.
Piedi proporzionati - Una persona con i piedi proporzionati all'altezza è sufficientemente in grado di occuparsi delle cose materiali. Allo stesso tempo, però, dispone della capacità di sottrarsi di tanto in tanto alle incombenze della vita e di vivere con leggerezza.
Piedi nerboruti - Una persona con i piedi nerboruti è capace di correre molto ed è agile. Anche nel suo approccio alla vita dimostra di essere molto flessibile. Ha un'eccellente capacità di alternare concretezza e leggerezza.
Arco plantare abbassato, piede piatto - Il piede piatto compensa la carenza del senso della realtà e il basso livello di energie. Si tratta, in genere, di uno stato che dura nel tempo. Nei casi di abbassamento dell'arco plantare si cerca di rimediare il più possibile alla mancanza di aderenza alla realtà.
Arco plantare molto arcuato, piede cavo - Un piede troppo arcuato rivela la tendenza a di occuparsi il meno possibile delle questioni terrene, in favore di un desiderio di "innalzamento".
Piede rigido - Una persona con piedi rigidi non ha un passo deciso e non è in grado di bilanciare le forze della pesantezza e della leggerezza. Dà l'impressione di camminare in maniera impettita.
Piede morbido e tondeggiante - Un piede morbido e tondeggiante è tipico di un soggetto che esclude l'attività fisica dal proprio stile di vita. Appartiene a una persona piuttosto inefficiente che cerca di sottrarsi agli obblighi.
(Anne L. Biwer - Fisiognomica, iniziazione alla - Mediterranee)

domenica 9 ottobre 2011

L'arte di tacere e di ascoltare




Il silenzio maturo ascolta e riconosce, rispettando chi parla. Un radicale cambiamento in tal senso darà finalmente inizio a un rinnovato rapporto col mondo e con gli altri, ma soprattutto con noi stessi. 


"Se a volte non sono presente con il mondo non vuol dire che non lo penso"

venerdì 7 ottobre 2011

PERMESSO? SIAMO I PIEDI...

Nell'embrione umano i primi abbozzi degli arti inferiori compaiono al tredicesimo stadio di sviluppo. L'embrione misura all'incirca 4-6 mm ed ha 28-32 giorni di vita. 
Tra i 37 e i 42 giorni la pianta dei piedi inizia ad accennarsi, nell'abbozzo dell'arto inferiore è al momento evidente il solo femore cartilagineo. 
Nel diciottesimo stadio, a 44-48 giorni si definiscono le falangi delle dita dei piedi, l'embrione misura ora dai 13 ai 17 mm.
Nel ventunesimo stadio, 53-54 giorni le mani e i piedi si orientano verso l'interno e alla fine del ventitreesimo gli arti saranno ben formati. 
Il ventitreesimo stadio segna anche la fine del periodo embrionale e l'inizio del periodo fetale.


(Dati tratti da: Ulrich Drews, Testo atlante di embriologia, Zanichelli)

mercoledì 5 ottobre 2011

Reti, energia, cicli

Mi ricollego al post precedente di Annagi per aggiungere due citazioni al riguardo tratte dagli scritti di Fritjof Capra.

«Gli effetti a lungo termine di una "chemioterapia" eccessiva in agricoltura si sono dimostrati disastrosi per la salute del suolo e delle persone, per i nostri rapporti sociali e per l'intero ecosistema del pianeta.
In conseguenza del fatto che un anno dopo l'altro si coltivano le stesse piante usando fertilizzanti sintetici per restituire fecondità al terreno, l'equilibrio nel suolo viene sconvolto.
La quantità di materia organica diminuisce, e con essa la capacità del suolo di conservare l'umidità. Il contenuto di humus viene esaurito e la porosità del suolo si riduce.
L'esaurimento della materia organica rende il suolo morto e arido; l'acqua scorre attraverso di esso, ma senza intriderlo. Il suolo diventa duro, compatto, costringendo gli agricoltori a usare macchine più potenti.
D'altro canto il suolo morto è maggiormente esposto all'erosione da parte del vento e dell'acqua, che provocano danni sempre maggiori.
L' uso massiccio di fertilizzanti chimici ha inciso gravemente sul processo naturale di fissazione dell'azoto, danneggiando i batteri del suolo che hanno parte in questo processo. Di conseguenza le piante coltivate stanno perdendo la capacità di assumere sostanze nutritizie dal suolo e stanno diventando sempre più dipendenti da sostanze chimiche di sintesi.»

Fritjof Capra, Il punto di svolta

C'è però speranza.

5 OTTOBRE: IL TEMPO OGGI...

"Tempo bello e stabile, con quasi totale assenza di nubi. Temperature massime stazionarie, sopra i livelli stagionali, con punte fino ai 30°..."

"Un vecchio e un bambino si preser per mano
e andarono insieme incontro alla sera;
la polvere rossa si alzava lontano
e il sole brillava di luce non vera...

L'immensa pianura sembrava arrivare
fin dove l'occhio di un uomo poteva guardare
e tutto d'intorno non c'era nessuno,
solo il tetro contorno di torri e di fumo...

I due camminavano, il giorno cadeva
il vecchio parlava e piano piangeva:
con l'anima assente, con gli occhi bagnati,
seguiva il ricordo di miti passati...

I vecchi subiscon le ingiurie degli anni,
non sanno distinguere il vero dai sogni,
i vecchi non sanno nel loro pensiero,
distingue nei sogni il falso dal vero...

Il vecchio diceva, guardando lontano:
immagina questo coperto di grano,
immagina i frutti, immagina i fiori,
e pensa alle voci e pensa ai colori...

e in questa pianura, fin dove si perde,
crescevano gli alberi e tutto era verde,
cadeva la pioggia, segnavano i soli,
il ritmo dell'uomo e delle stagioni...

Il bimbo ristette, lo sguardo era triste,
gli occhi guardavano cose mai viste,
e poi disse al vecchio con voce sognante:
mi piaccion le fiabe...
raccontane altre..."

(Francesco Guccini, Il vecchio e il bambino)

martedì 4 ottobre 2011

Dice Lao-tzû

«Conosci il maschile
ma attieniti al ruolo del femminile
e sii la gola dell'impero.
Se sei la gola dell'impero,
la costante virtù non ti abbandonerà
e tornerai ad essere nuovamente un bambino...»

Conoscere il maschile e attenersi al femminile significa riuscire a mantenere in accordo l'aspetto Yin e quello Yang; l'uomo pur essendo forte deve saper condurre la vita con umiltà ed evitare di agire con violenza, solo così può ritornare all'originario stato del neonato che vive in perfetta armonia con la natura:

«Chi possiede la virtù è come un bambino appena nato:
gli insetti velenosi non lo pungono;
gli animali feroci non lo predano;
gli uccelli rapaci non lo afferrano al volo.
Le sue ossa sono delicate e i suoi tendini flessibili, eppure la sua presa è salda.
Non conosce l'unione del maschio e della femmina,
eppure il suo organo sessuale conosce lo stimolo:
questo perché la sua virilità è al suo culmine.
Urla tutto il giorno eppure non diviene rauco:
questo perché la sua armonia è al suo culmine...»

Il neonato, che sembra l'essere maggiormente esposto ai pericoli, risulta invece il più forte perché racchiude il vigore e la debolezza in misura armoniosa, è il portatore ideale della forza della vita, in sé tutto il potere della Via è potenzialmente presente.
L'uomo dovrebbe perciò tendere a riacquistare la dimensione del bambino, che il saggio è in grado di conservare astenendosi da qualsiasi azione guidata da regole artificiose, tali perché unicamente fondate su principi umani che non rispettano lo stretto legame dell'uomo con il corso naturale dei fenomeni.