martedì 13 settembre 2011

Non t'arrabbiare


"La collera è collegata all'elemento Legno, ma colpisce anche il Rene perchè ostacola il necessario slancio fruttuoso della vita ed intacca la personalità. L'indebolimento dei Reni attacca le ossa, la colonna vertebrale e la zona lombare, si perde in tal modo l'elasticità e scioltezza. La rabbia quindi disturba la nostra ossatura soprattutto dopo i 40 anni. All'Acqua ed al Rene è collegata la paura. La prudenza ed un certo timore servono saggiamente a valutare le conseguenze delle azioni, ma se eccessivi portano all'assenza di reazione ed alla immobilità.
La paura rende impossibili i rapporti tra Fuoco ed Acqua, Cuore e Rene, per cui nulla può aiutarci e sentiamo solo l'esigenza di fuggire, i movimenti sono paralizzati, il corpo è debole. La paura intacca il Rene, le essenze e la vita e ci conduce alle impotenze.

TANTI AUGURI CLAUDIO!

BUON COMPLEANNO!!!

(oggi però niente cioccolato...)

venerdì 9 settembre 2011

Oggi Yoga


Yoga significa unione, la scienza dell’unione... e la meditazione è il fenomeno supremo per quanto
concerne l’unione con la realtà. La meditazione è il dio dello yoga. Ma, lo yoga è caduto nelle mani sbagliate, e non solo recentemente – per secoli è stato nelle mani sbagliate.

Il peccato originale va attribuito al fondatore, Patanjali stesso. Patanjali ha diviso lo yoga in otto parti. La sua divisione è ben netta, molto scientifica, ma non era ben consapevole della stupidità umana. E’ partito dal corpo – e questo è il modo giusto per incominciare. La prima parte dello yoga deve essere fisiologica, perchè l’uomo vive alla circonferenza, nel corpo, per cui il lavoro deve incominciare là, solo allora può raggiungere la mente. E quando uno ha trasceso il corpo e la mente, allora avviene il terzo, la meditazione.

RISVEGLIO


"Il canto degli uccelli vola affrancato
nel cielo azzurro e sui verdi campi.
Quando sentite fluire il Tao,
cedetegli il passo,
cedetegli il passo".
(Deng Ming-Dao , Il Tao per un anno, Tea)

giovedì 8 settembre 2011

TARDA ESTATE - ELEMENTO TERRA


                    Originariamente, nello schema dei cinque elementi, l’elemento Terra era posizionato nel centro e veniva considerato come un perno attorno al quale ruotano tutti gli altri elementi. In tale collocazione la sua qualità energetica rappresenta una forza potente e solida che caratterizza la fase di passaggio da un’energia all’altra, così come da una stagione all’altra e il passaggio tra le varie fasi della vita. Successivamente lo si è posizionato tra il Fuoco e il Metallo pur conservando le qualità sopra descritte.
               
                   L’elemento Terra riceve direttamente l’influsso della forza del Cielo, pertanto è caratterizzato da un’energia di tipo discendente, un’energia che tende a raccogliersi e a materializzarsi, che condensa, solidifica e stabilizza.
              
                   La centralità e il movimento discendente rappresentano le qualità yang dell’elemento, così come la caratteristica di essere di materia solida. L’aspetto yin della Terra è invece visibile nella sua potenzialità di produrre il nutrimento e nella capacità di distribuirlo. Per tale motivo i meridiani ad essa collegati, il meridiano di Stomaco e quello di Milza-Pancreas, sono detti le radici del Cielo Posteriore, ovvero il nutrimento fisico, energetico, emozionale e psichico.
          
                   In relazione al carattere di centralità l’energia della Terra in condizioni di equilibrio si manifesta nell’essere umano come stabilità, armonia, chiarezza, senso di equilibrio, apertura, franchezza; in condizioni di squilibrio energetico dà origine ad instabilità, sbilanciamento, confusione mancanza di direzione e orientamento.

mercoledì 7 settembre 2011

NUMERO 7: Archetipo del Saggio

Riferimenti mitologici

Il 7 è il numero che ricorre più frequentemente nella bibbia; ad esempio sette sono gli occhi di Dio, i cieli degli ordini angelici, le braccia del candelabro, i giorni della settimana. Simbolo della perfezione e della divinità il 7 segna il passaggio dal noto all'ignoto e rappresenta il compimento di un ciclo. Nel settimo giorno Dio si riposa e distinguendosi dalla creazione invita l'uomo a rendere sacra la cessazione dell'attività, per celebrare in quel silenzio, la realtà dello spirito. Nella mitologia greca il sapere e la saggezza sono identificati nella figura di Ermete Trismegisto, che è il frutto di un'elaborata sintesi del dio greco Ermes e dell'egiziano Thoth. Ad Ermete sono attribuiti una serie di scritti, trovati nel medioevo e tradotti da Marsilio Ficino. Questi testi (scritti ermetici), erano ritenuti antichissimi e trattavano di magia, teologia e filosofia.
Questo sapere circolava esclusivamente in una ristretta élite, formata da alchimisti, filosofi naturali, scienziati, che scrivevano in un linguaggio fatto di simboli e parole che solo loro stessi erano in grado di decifrare. Il Medioevo fu un epoca in cui la tradizione ermetica fu considerata come l'arte regia, regina delle scienze, in cui si diffuse il Corpus Hermeticum, cioè un complesso di dottrine che, in età ellenica gli Alessandrini avevano compilato, sulla base degli antichi testi egizi. Nel Corpus Hermeticum spicca soprattutto la tradizione alchemica, che diverrà la Bibbia degli alchimisti e maghi medievali.
Il dio Thoth, che i Greci identificarono con Ermete, è l'inventore della scrittura, della magia e dell'alchimia. Il suo simbolo era il caduceo, la spada con due serpenti intrecciati, simbolo del potere di conciliare tra loro gli opposti.
Parole chiave :
Saggezza, perfezione, magia, spiritualità, meditazione, silenzio, analisi, pensiero, astrazione.

MANEGGIARE CON CURA

L. riposa tranquillo nella sua culla, sono passati pochi giorni dal suo primo complimese. Sto seduta difronte a lui, a debita distanza, contrattata con meticolosa pazienza nei primi venti minuti del nostro incontro. La mamma siede di fianco a me e mi fa da testimone nel trattamento di craniosacrale. Nei primi incontri, con i bambini è difficile che si arrivi subito ad un contatto fisico, c'è bisogno di molto tempo per organizzare uno spazio di lavoro che sia al tempo stesso contenitivo, rispettoso, sicuro e non invadente. Si passa molto tempo in contemplazione, nell'ascolto totale del corpo e delle sensazioni che rimanda e nell'osservazione attenta e meticolosa dello spazio sacro del ricevente.

lunedì 5 settembre 2011

IL GIORNO CHE MI SONO AMATO


Il giorno in cui mi sono amato per davvero
ho capito che in ogni circostanza ero al posto giusto,nel momento giusto. E allora ho potuto rilassarmi.
Oggi so che si chiama Stima di sé.
Il giorno in cui mi sono amato per davvero
ho percepito che la mia ansia e sofferenza emozionale non erano altro che un segnale quando contrasto le mie convinzioni.
Oggi so che si chiama Autenticità.
Il giorno in cui mi sono amato per davvero
ho cessato di volere una vita diversa ed ho cominciato a vedere che tutto quello che mi succede contribuisce alla mia crescita.
Oggi so che si chiama Maturità.

domenica 4 settembre 2011

ALLORA! CI S...GRANCHIAMO?


Sì, capisco, è traumatico, ci si vede in giro come zombi a chiederci chi siamo, dove siamo, dove stiamo andando, e non in senso esistenziale..., eppure siamo nuovamente qui, tutti, o più o meno tutti, almeno così credo. E ciascuno a modo nostro abbiamo forse ancora negli occhi gli spazi infiniti dei paesaggi esotici, il contorno delle montagne al calar del sole, l'azzurro intenso del cielo dopo un temporale o ci lasciamo tuttora ingannare dalla sensazione ancora così vivida del  fruscio del vento tra le cime alte dei pini, o dell'infrangersi ritmico delle onde del mare sugli scogli e, assaporandone ancora nel ricordo i profumi, ci lasciamo andare a volte a brevi attimi di lieve malinconia.
Ma stiamo imparando il qui e ora, la bellezza del tempo presente, la legge del Tao che è continuo mutamento, il vecchio lascia il posto al nuovo che già si prepara ad andarsene, e così via all'infinito.
Se stiamo qui,  se lasciamo al loro posto i monti , i mari e le dolci colline, se con coraggio allentiamo le chele del granchio che cinge le nostre caviglie e tendiamo l'orecchio, possiamo forse riuscire a percepire un richiamo lontano...

sabato 3 settembre 2011

LA BATTAGLIA SUL FILO


"Ritengo che la frusta sia necessaria, a condizione che a maneggiarla sia l'allievo, non il maestro.
Bisogna allenarsi all'aperto, soli, su una costa selvaggia.
Bisogna esser stati rovesciati con perfidia dall'aria salata dell'oceano per risalire con un balzo da belva sul filo, in un equilibrio di perdizione sotto gli artigli del vento.
Uomo dell'aria,
tu colora col sangue le ore sontuose del tuo passaggio fra noi.
I limiti esistono
soltanto nell'anima di chi è a corto di sogni."

(Philippe Petit - Trattato di funambolismo)